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La rivoluzione industriale e il carbone

Nessun combustibile ha trasformato il mondo come il carbon fossile. Mosse le prime macchine a vapore, alimentò gli altiforni della Ruhr, lanciò le locomotive degli Appalachi — e segnò per generazioni il tessuto sociale di intere regioni. La rivoluzione industriale non si pensa senza di lui.

Prima della macchina a vapore

Il carbone bruciava già nelle fucine monastiche inglesi e nei focolari londinesi dal XIII secolo, ma in quantità modeste. Legno e carbone di legna dominano l'energia industriale fino al XVII secolo — è la deforestazione inglese a imporre il lento ma decisivo passaggio al fossile.

Newcomen e Watt

La macchina atmosferica di Thomas Newcomen, nel 1712, fu costruita per l'esaurimento delle miniere di carbone delle West Midlands. Il condensatore separato di James Watt (1769) ne migliora il rendimento al punto di farne una forza motrice universale — prima nelle miniere, poi in tutto il resto.

La geografia dei bacini carboniferi britannici

L'industrializzazione segue gli strati. Galles del Sud, Lanarkshire, Tyneside, Yorkshire del Sud, East Midlands e costa del Cumberland diventano regioni industriali dense. Il «pit village» — il villaggio operaio — si impone come tipologia abitativa riconoscibile.

La trasformazione del lavoro

L'estrazione del carbone reclutò uomini, donne e bambini. Prima della legge del 1842, donne trascinavano slitte di carbone al fondo con catene; bambine di sette anni manovravano le porte di aerazione. Il Mines Act del 1842 pone fine a queste pratiche in Gran Bretagna.

Il movimento sindacale

La disciplina del lavoro di massa al fondo ha generato alcuni dei più antichi sindacati industriali. La Miners' Federation of Great Britain (1888) fu per decenni il più grande sindacato del mondo — e un attore centrale della storia laburista britannica.

Il carbone nella Ruhr

L'Europa continentale segue la Gran Bretagna con mezzo secolo di ritardo. La Ruhr, aperta a partire dagli anni 1840, alimenta i laminatoi tedeschi e fa nascere l'impero Krupp. Nel 1913 la Ruhr produce da sola 110 milioni di tonnellate di carbone l'anno.

Il carbone negli Stati Uniti

L'industrializzazione americana funziona dapprima sull'antracite della Pennsylvania, poi sulla bituminosa della Virginia Occidentale. I Mollie Maguires e l'United Mine Workers of America (1890) scrivono un capitolo americano proprio della storia operaia.

La globalizzazione del carbone

Verso il 1900 i bacini carboniferi di Australia, India, Cina, Sudafrica e Giappone sono in pieno sviluppo industriale. Lo scambio di ingegneri minerari — molti cornovagliesi — è uno dei filoni distintivi della globalizzazione tardo-vittoriana.

Declino e seconda vita

La maggior parte dei bacini carboniferi occidentali ha chiuso fra il 1960 e il 2020. Ruhr, Galles meridionale e Appalachi hanno sviluppato risposte culturali specifiche a quel declino. L'industria mondiale del carbone non si è tuttavia estinta — la produzione si è spostata verso Cina, India e Indonesia.

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